La coccinella

I capelli rossi non erano stati certo motivo di vanto quando lei era nata.

Rosso Malpelo era la frase che serpeggiava tra la levatrice e le donne che l’avevano vista nascere, una frase attaccata come un cerotto sulla pelle, diafana e punteggiata.

Gli anni le avevano donato una splendida capigliatura, un rosso fuoco che ricordava la lava della montagna, come i catanesi definiscono l’Etna.

Il passare del tempo le aveva donato anche una bellezza colossale, con quei tratti che da dolci si erano fatti più induriti arricchendosi di un fascino immenso. Nessuna altra donna era così bella.

Il soprannome di coccinella le era stato dato dalle suore in cui lei aveva frequentato l’asilo. Questo lo aveva amato e lo aveva tenuto nel cuore. Con il tempo aveva conosciuto il vero carattere di quel piccolo animaletto, carino e tanto feroce. Pochi sapevano infatti che il coleottero colorato divora una quantità immane di afidi e che uccide tutte le sue prede.

Non amava nessuno, non voleva amare nessuno. Aveva visto sua madre e molte altre donne della sua famiglia soffrire, in un modo o nell’altro, per amore di qualcuno che era scomparso o che semplicemente non erano coinvolti. E comunque non c’erano mai stati uomini interessati a lei.

La verità era che faceva paura, con quei capelli fulvi e quel volto su cui sembrava che il tempo di fosse fermato, eterna giovane donna.

Un uomo arrivato da lontano non aveva sentito le leggende che si raccontavano su di lei. Non appena la vide se ne invaghì. Voleva averla, doveva averla. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per poterla amare. Iniziò un corteggiamento serrato, alternando mazzi di fiori, lettere appassionate e serenate sotto le sue finestre.

Lei fece di tutto per sottrarsi. Lui la seguiva ogni volta che lei usciva, solo per capitare lì intorno e salutarla con un sorriso.

Nelle lettere la pregava di poterla incontrare, anche solo un’unica volta.

Alla fine lei capitolò e uscirono insieme per una cena. Fu una serata deliziosa, ricca di racconti e risate, completata da sguardi intensi.

Quando si lasciarono lui provò a baciarla e lei gli conficcò uno stiletto nel cuore con la grazia e la freddezza di un gesto provato e riprovato.

Non aveva deciso di ucciderlo ma non aveva neppure potuto evitarlo.

Era una coccinella e non avrebbe mai potuto sottrarsi al suo destino.

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