
Non si voleva sposare. Avrebbe preferito far nascere il suo bambino prima.
Ma la sua famiglia voleva evitare lo scandalo, un piccolo scandalo poiché i tempi erano cambiato anche per chi abitava ancora in un castello.
Ma era la nipote del Vescovo della città e sua madre alla fine l’aveva convinta.
Il giorno prima delle nozze il futuro sposo era andato a fare un giro con la moto. L’autunno rosso chiamava con le sue strade in mezzo ai boschi colorati. Un piccolo giro appena fuori dalle mura.
Non era tornato. Il telefono aveva squillato, quello di casa, quello che non suonava mai. I carabinieri avevano parlato con suo padre che era sbiancato. Non c’era stato bisogno di nessuna parola.
Il lago era viola quella mattina, specchiava il cielo plumbeo e sembrava tutto un sogno.
Lei sulla sponda indossava un abito del medesimo colore. Con le mani accarezzava la curva che si stava disegnando.
Non riusciva a pensare a una vita senza lui.
Lei era fragile. Non lo voleva quel bambino. Aveva accettato per regalargli quel ruolo di padre che
lui tanto desiderava.
Ora era sola e con un figlio da crescere.
Tutti le si erano stretti intorno con l’ansia di comunicarle che la avrebbero aiutata con il piccolo, che non gli avrebbero fatto sentire la mancanza di un padre.
Ma a lei chi avrebbe pensato? Chi l’avrebbe abbracciata nelle notti scure, quando il suo cuore impazziva per la paura di un tuono? Chi la avrebbe accompagnata a passeggio e nella vita?
Era arrivata a fatica a ventisette anni ma ora sentiva grande il richiamo dell’acqua.
Un solo passo, fu l’ultimo suo pensiero.
Impiegarono alcuni giorni a ritrovarla con quell’abito che si confondeva tra i gorghi.
Dopo un anno esatto una strana cicogna fu vista sulla riva, in quello stesso posto. Era molto grande e aveva le piume viola.
Rimase lì l’intera giornata e al calare della sera, aprì con le leggerezza le sue ali e volò via.
Si narra che la cicogna si presenti lì ogni anno, lo stesso giorno. Ma pochi l’hanno vista, altri lo raccontano solamente.

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