
La ragazza dai capelli blu non poteva passare inosservata. A parte la sua eccentrica capigliatura, quello che colpiva era la tranquillità e la serenità che emanava, strana da vedere in una donna così giovane. Avrei detto che avesse vent’anni, ma forse ero stato traviato dai suoi vestiti eccentrici ma estremamente eleganti.
L’avevo notata nella sala d’attesa dell’aeroporto di Madrid. L’uscita per il volo verso Genova era affiancato da quello per Berlino. Avrei scommesso qualsiasi cosa sul fatto che lei fosse diretta lì.
Mi sbagliavo.
Ma le sorprese non finirono, perché me la ritrovai a fianco nella quinta fila, e dovetti alzarmi per farla sistemare a fianco del finestrino.
Dopo un paio di settimane in Spagna, tornare a parlare in italiano era piacevole. Così ci mettemmo a chiacchierare e il volo fu breve.
La coda ai taxi ci riportò alla dura vita genovese in un attimo.
Io non avrei osato, ma lei mi propose subito di dividere il taxi, evitando così una ulteriore attesa.
Fu così che scoprimmo che abitavamo nella stessa strada. Il fatto che non ci fossimo mai incrociati non era così strano. Io, professore di Chimica, da molti anni uscivo di casa al mattino presto e rientravo verso ora di cena. Mi muovevo spesso per Congressi, ma raramente giravo per le strade limitrofe alla mia abitazione.
Lei. diplomata al Conservatorio e ora cantante pop in una band cittadina, usciva prevalentemente alla sera. Mi disse di essere stata scoperta da un manager milanese e di stare iniziando a vedere per la prima volta un futuro artistico.
Continuammo a frequentarci. Una colazione al bar, un aperitivo serale, una cena in qualche trattoria del centro storico.
Vederci insieme così diversi era una vera curiosità per gli abitanti del quartiere. Genova, si sa, è un paesone chiuso e un po’ bigotto. Pensano di certo a noi come amanti con me nei panni di un vecchio che sbava per la donna tanto giovane da poter essere sua figlia. Altri forse hanno pensato veramente a noi come nonno e nipote. Ma le risa di cuore che ci facciamo quando stiamo insieme lasciano poco spazio ai dubbi.
Stare insieme ci fa bene e noi siamo felici ogni volta che questo succede.
Ancora oggi, ad anni di distanza, ripensiamo al nostro primo incontro e ne siamo entrambi ancora piacevolmente stupiti.
Ma noi siamo solo amici, amici veri.

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