
Durante il pomeriggio il tempo iniziò a volgere al brutto.
Da Ponente si addensavano nuvole sempre più grandi.
Simili a cumulonembi, ne differivano nel colore.
Non erano bianche ne grigie, ma di tutti i colori. Alcune tendevano al viola, altre verdi. Alcune di un rosso vivido, altre di un pallido arancione. E poi ancora gialle, beige e marroni.
Lo spettacolo era veramente impressionante. Gli automobilisti che correvano sulla tangenziale guidavano con il naso all’insù chiedendosi cosa erano tutti quei colori nel cielo. Anche i passanti, che velocemente transitavano sui marciapiedi, non potevano esimersi dal guardare in alto.
Lo stupore lasciò presto il posto all’ansia.
Intanto le nuvole colorate si muovevano in direzione del centro abitato. Le nubi correvano e si superavano rotolando, ma i colori rimanevano netti e divisi, senza mischiarsi.
La luce sulla città diminuì e si fece sempre più caleidoscopica. Pareva di essere in una discoteca gigante. Arrivò presto anche la musica: prima rombi lontani, poi tuoni sempre più potenti che squassavano il cielo.
D’improvviso iniziò a cadere la pioggia, ma non erano gocce di acqua.
Palline rotonde e colorate scendevano dal cielo. Da ogni nuvola scendevano palline del colore della nuvola stessa. Così da quella verde arrivavano palline di minestrone, dalla rossa palline di pasta al pomodoro e così via per ogni colore.
Non appena le persone capirono cosa stesse succedendo si precipitarono a prendere contenitori di tutti i tipi.
Le informazioni correvano rapide. In Corso Francia, stava scendendo pasta al forno con la besciamella, Piazza San Carlo era piena di cioccolato fondente, mentre sulla vicina via Roma vi era il cioccolato bianco.
I vegetariani corsero in Via Nizza dove cadevano palline di carote al burro ed in Via Ventimiglia dove arrivavano quelle di trenette al pesto.
Il temporale durò sino alla sera e tutti i contenitori della città si riempirono di cose buonissime.
Alla sera le nuvole si erano ormai sciolte. Il cielo era tornato al solito sereno, colorato di azzurro.
Gli abitanti della città rimasero straniti, quasi non riuscendo a credere a quello a cui avevano assistito. Le palline però erano lì pronte per essere mangiate: tonde e buonissime.
Molti erano diffidenti, ma i più arditi iniziarono a mangiarle, e pian piano così fecero tutti.
Alla mattina dopo, con le ultime palline di caffellatte, sparì anche l’ultima prova.
Nessuno avrebbe mai potuto credere a quanto era successo. È così il temporale colorato rimase un segreto per i soli che l’avevano assaggiato.

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