
Questa volta Sabrina era rimasta veramente allibita. Quando aveva visto Filippo arrivare con un sidecar azzurrino, una lambretta perfettamente restaurata, era rimasta a bocca aperta.
Dal finestrino spuntava un mazzo degli ormai consueti fiori. Questi erano viola, rotondi con tanti petali piccolissimi tutto intorno a forma di stella, di un colore che tendeva all’arancio.
Ma le sorprese non erano finite. Filippo le chiese di preparare un bagaglio minimo, ma che contenesse qualcosa di molto caldo. La sua idea era di partire per Capo Nord già quel pomeriggio.
Ci avrebbero messo almeno tre settimane con quel trabiccolo, ma dovevano arrivare lì per il solstizio d’estate.
Quando alcuni anni prima aveva incontrato Filippo aveva pensato che un uomo di venti anni più anziano le avrebbe fatto vedere un pezzo di mondo a lei sconosciuto. Pensava a Grand Hotel lussuosi, ristoranti eleganti e viaggi in Paesi esotici.
Un viaggio a Capo Nord con un sidecar proprio non l’aveva immaginato.
Eppure Filippo , con il suo fascino così fuori moda, riusciva a farsi amare e a fare accettare tutte le sue pazzie.
Sconsolata, ma con un sorriso lieve, salì in casa, mise i fiori in un vaso ed iniziò a preparare una piccola valigia.

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