Lettera al Prof. La Veglia

 

Esimio Prof. La Veglia,

ho tante volte rimandata questa mia, poiché mi spiace doverla disturbare, ma ora la mia pazienza è ai minimi termini. 

Credo  molto nella democrazia, quella vera di cui ci siamo dimenticati, quella che deve rispettare i diritti altrui. Di questo si tratta infatti : il diritto mio e delle persone che come me amano dormire sino a tardi la mattina. 

Sappiamo benissimo che “il mattino ha l’oro bocca” , che “chi presto inizia, presto finisce”  e che “il tempo manca sempre alla sera”.  Lo sappiamo perché ce lo hanno ripetuto da quando siamo nati nonni, zii e genitori.   Proprio per questo, proprio perché ne siamo consapevoli,  non abbiamo nessuna necessità di avere Lei che continua a ripetercelo. Inoltre i suoi rumori mattutini, che so per certo evidenzia al massimo, ci hanno stufato.

Le sue esigenze di allodola non dovrebbero dare fastidio al resto dell’umanità,  che in questo caso non fa male a nessuno e vorrebbe solo dormire un pochino al mattino.

Quindi Le richiedo, anche a nome di quelli che Lei definisce “poltroni”, di evitare di fare rumori di qualsiasi genere prima delle  undici del mattino. 

Sono una persona cortese e gentile e glielo sto chiedendo con le buone per l’ultima volta.

Se non ci saranno variazioni immediate sul suo comportamento, Le comunico sin da ora che invece il mio comportamento varierà di molto. 

Il suo cognome diventerà la sua condizione normale e continua per le notti che  verranno.

La saluto cordialmente augurandole buon riposo.

 

Firmato:   

dott.ssa  Notte Bianca

 

Lascia un commento