Lo struzzo

Un incidente, un tamponamento come mille altri in autostrada.

Ma per Gabriele, il piccolo struzzo nato da poco nel Circo “Universal”, aveva significato un cambio repentino della sua vita. Il colpo aveva aperto nel contempo la sua gabbia e il portellone del camion. Gabriele non sapeva come era fatto il mondo. Da quando era nato era sempre stato rinchiuso, ancora troppo piccolo per partecipare a spettacoli con i suoi genitori e zii. Gli struzzi adulti venivano fatti correre in cerchio, la loro buffa andatura faceva ridere i bambini. Per fortuna non venivano ulteriormente maltrattati, ma certo era che vivere sempre in gabbia non era una cosa piacevole. Tuttavia, quando si aprì lo sportello nessuno dei suoi parenti pennuti volle uscire: anzi la sua mamma lo pregò di non scappare.

Ma la curiosità era grande, così come la felicità di sentire il vento sulla faccia: si mise a correre per campi colorati di erba verde e di grano giallo: era estate e il sole sulle piume gli faceva una sorta di solletico. 

Corse sino a quando non arrivò a una cascina: un bambino giocava nel cortile. Si guardarono entrambi stupiti dalla visione dell’altro.

Gabriele non aveva mai visto un bambino, mentre il piccolo era abituato a vedere galline e tacchini: questo pennuto era però molto più grande, occorreva comunicarlo a qualcuno. Era bellino, ma anche un po’ spaventoso. Quindi decise di dirlo alla nonna. Era un periodo in cui mamma e papà dicevano sempre no a qualsiasi sua richiesta. Lui avrebbe voluto tenerlo, la nonna sicuramente avrebbe trovato una soluzione.

Quando lei lo vide capì subito che era il piccolo struzzo scappato dal circo: i suoi occhi dicevano che non voleva tornare in gabbia.

Con un po’ di fatica convinse il genero a costruire un recinto bello grande.

Passò l’intera estate, Gabriele e il suo piccolo amico correvano e giocavano felici.

All’inizio dell’autunno, una mattina, Gabriele si sentì male: era strano, aveva un peso in fondo al ventre. Si rannicchiò in un angolo del recinto e dopo un poco si ritrovò in mezzo alle gambe una specie si sasso liscio e bianco: un uovo!

Gabriele era una struzza. Troppo tardi per cambiare il nome.

Le sue uova vennero per molto tempo utilizzate per fare le più buone frittate di tutta la zona, e Gabriele divenne famosa e amata per questo. 

Ancora ora, che sono passati moltissimi anni, gli abitanti del villaggio ricordano con affetto lei e i deliziosi manicaretti che venivano preparati con le sue uova.

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