
- Ciao Molly.
- Ciao, e tu chi sei?
- Sono una pecora, anzi per la precisione sono la pecora Dolly.
- Ma dai, sei carina con quel musetto nero.
- Trovi? Mia nonna era irlandese e dicono che le somigli molto.
- Ma dai! Anche di me dicono che assomigli a mia nonna, ma io non l’ho conosciuta.
- Senti, mi potresti spiegare una cosa di Voi umani.
- Chiedimi pure, vediamo se riesco.
- Sento tutti Voi umani che Vi fate gli auguri, prima per Natale ed ora per Capodanno. Tutti a mandare messaggi, telefonare, fare regali. Poi per il resto dell’anno più niente. Riesci a spiegarmi il motivo.
- Cara piccola Dolly, non riesco a spiegarmelo neppure io. Gli umani sono un po’ strani: vorrebbero essere buoni e poi riescono solo a fingere di esserlo nel periodo natalizio. Il brutto è che credono davvero di esserlo e non si rendono conto che sono solo saliti su un palco a recitare l’ennesimo spettacolo che si ripete tutti gli anni.
- Però sembrano tutti felici?
- Sembrano, forse qualcuno lo è davvero. La maggior parte però è triste perché nelle feste manca sempre qualcuno.
- Allora cosa possiamo fare?
- Possiamo accendere le luci dell’albero di Natale, leggere un libro e chiacchierare un po’. Insomma provare ad essere un po’ contenti per le persone che ci sono, senza pensare sempre a quelli che mancano.
- Dici che dovremmo essere egoisti?
- Assolutamente no, Dolly. Dobbiamo essere più riconoscenti verso noi stessi.
- Quindi ora stiamo sotto l’Albero e leggiamo un libro insieme.
- Si cara, vedrai ti piacerà.
- Allora Auguri Molly.
- Auguri Dolly.

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