Cristina

Mi guardi sconsolato, padrone indiscusso di una parte della mitica “mansarda”.

Ti senti un po’ abbandonato, ma credimi  non è così.

Ti chiami Cristina, come una mia carissima amica.  Credo di averti scelto proprio per quello.

Non ci avevo mai pensato, ma hai un nome piuttosto femminile. Quindi, a rigor di logica, saresti una telaia. Ma no!  Preferisco che tu sia un telaio con un nome da donna.

Qui nella nostra mansarda, luogo magico e perfetto, siamo molto liberi. Quindi puoi continuare tranquillamente ad essere un telaio ed a chiamarti Cristina.

Ti ho cercato ed amato prima ancora di vederti. Ti volevo tanto.

Era un così brutto periodo. Tutti in casa, spaventati, per paura di un virus veramente cattivo.

E dentro di me avvertivo il desiderio di qualcosa di bello.

Tessere, come Penelope, scegliendo ed intrecciando fili colorati, definendo orditi e trame. Come nella vita, ma con molta più possibiltà  di scegliere.

Quando sei arrivato, ti ho  abbracciato con lo sguardo ed accarezzato.  Sei stato costruito da un artigiano veneto, un appassionato che ha abbandonato la sua precedente attività e si è messo a costruire e restaurare telai. 

Sei bellissimo, con la tua struttura in legno di ciliegio. Hai anche un bel colore, sembri leggermente abbronzato.

MI piace guardarti, anche quando sei spoglio, come in questo momento.

Sono passati alcuni anni. Tra poco arriverà l’autunno.

Il 1° ottobre, data molto cara a quelli della mia generazione, si ricomincia.

Preparati Cristina , abbiamo molto lavoro da fare.

 

 

Gio Molly

 

 

 

 

 

Una replica a “Cristina”

  1. E noi aspetteremo te e Cristina, per vedere dal vostro mondo magico, l’opera che ne uscirà!!

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